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Escidalladoccia!
Decidere di dare ascolto alla propria voce e intraprendere un percorso con essa, sia che si tratti di lezioni di canto sia che si tratti di approfondirne semplicemente la conoscenza non è mai una scelta facile.
Quando cantiamo tra le mura della nostra casa (o molto più spesso sotto la doccia ;-)) siamo rilassati e disinibiti, lasciamo fluire i suoni senza preoccuparci che possano risultare gradevoli a noi stessi e agli altri.
Se però immaginiamo di cantare davanti ai nostri amici o ad un pubblico, diventiamo rigidi e spesso rinunciamo al divertimento per paura di non risultare piacevoli prima di tutto a noi stessi. Questa timidezza, o potremmo chiamarla “paura di lasciarsi andare”, si manifesta anche quando pensiamo di intraprendere un percorso di formazione o di semplice valorizzazione della voce: siamo spaventati dal metterci alla prova e liberare la nostra intimità. Perché la voce arriva dall’interno del nostro corpo ed è un po’ come mettersi a nudo.
Proprio per questo motivo è importante essere consapevoli che quel lavoro richiederà sì impegno, sì costanza, ma anche molta clemenza. Dovremo cioè essere indulgenti con le nostre fragilità, con la nostra mania di controllo, con il desiderio di essere perfetti da subito, con la voglia di raggiungere livelli tecnici alti in pochissimo tempo.
Questo blog oltre ad essere uno strumento per parlare dello studio del canto e della conoscenza della voce, per noi è un anticipo di un progetto più completo e anche più complesso… Stiamo lavorando ad un libro (e non solo) che possa accompagnare chiunque voglia iniziare a cantare, diventando un supporto personale semplice e pratico.
Per iniziare questo percorso è importante avere l’ironia di sperimentare per scoprire sé stessi anche divertendosi, giocare con la propria voce … e finalmente farla uscire dalla doccia!
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Uno strumento molto personale

Noi cantanti abbiamo una particolarità che ci differenzia molto dagli altri musicisti e che ci indirizza verso una strada completamente diversa da qualsiasi strumentista.
Innanzitutto il nostro strumento è nel nostro corpo, la laringe è posizionata dentro di noi e il vocal tract ha dimensioni e caratteristiche che cambiano da un individuo all’altro rendendo la voce un aspetto unico della persona. Quindi è chiaro che nessuno di noi può “scegliere che voce avere”, mentre un chitarrista può invece decidere che chitarra suonare o addirittura cambiare chitarra in base al genere musicale. Noi non abbiamo a disposizione un “negozio di voci” e nemmeno marchi commerciali o liutai che ci confezionano il nostro strumento secondo il nostro gusto. Il nostro è un percorso molto diverso, abbiamo un organo che ci consente di comunicare emozioni, pensieri e stati d’animo al mondo, ma dobbiamo conoscerlo attraverso il nostro corpo e la nostra mente. Un lavoro molto “interno” che ci porta ad apprezzare mano a mano la nostra identità vocale.
Ma non è tutto: noi siamo voce. Quando ci emozioniamo o dopo che abbiamo pianto è facile che la nostra voce appaia diversa, cambiata da quello stato d’animo e che chi ci ascolta se ne accorga, anche se magari vorremmo celarlo. Anche quando siamo raffreddati o non in ottima salute la voce ne risente e ne mostra i segnali. La voce non la mettiamo nella custodia aspettando di guarire dall’influenza, vive ogni attimo della nostra vita con noi, anche quando siamo in collera e urliamo…
Cambia crescendo, cambia invecchiando.
Ma c’è ancora un altro aspetto che si rivela sul palcoscenico. Quando ci esibiamo non abbiamo uno strumento esterno che ci fa “da barriera”, una specie di intermediario tra noi e il pubblico, un davanzale al quale appoggiarsi, affacciarsi. Siamo noi con tutto il nostro corpo completamente esposti all’altro. Mentre uno strumentista spesso guarda il proprio strumento quando suona, il cantante non ha nulla di esterno da gestire e guardare, il suo sguardo è “obbligato” a rivolgersi al pubblico. Ecco perché per il cantante il momento dell’esibizione è un traguardo al quale si arriva spesso con ansia da prestazione, tanto da portarci spesso a non voler affrontare quel momento e a cantare per noi solo sotto la doccia…
Tutto ciò ci porta a considerare la voce come uno strumento particolare, da conoscere e studiare nei suoi aspetti con la stessa attenzione e professionalità che si dedica agli altri strumenti musicali.
Iniziamo quindi insieme un percorso che possa finalmente farci uscire dal nostro guscio… e sì, anche dalla doccia!
