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Il microfono: come usarlo?

Lo studio della tecnica microfonica è una parte fondamentale nella formazione del cantante.

Imparare ad usare il microfono a proprio vantaggio è infatti un tassello in più a completamento della conoscenza di tutti gli strumenti a disposizione del cantante moderno.

Il microfono è un vero e proprio amplificatore del suono, ma allo stesso tempo anche un equalizzatore oppure un amplificatore di alcune caratteristiche vocali e persino uno strumento che aggiunge effetti o toglie qualità.

Oltre quindi a sapere come usarlo rispetto alla gestione dei volumi e della dinamica, è molto utile sapere che ogni microfono è diverso ed esistono modelli diversi che è utile conoscere, anche per capire quale è il più adatto alla propria voce.

Nella fase iniziale di studio del canto sconsigliamo di usare il microfono. Lo studente è al lavoro sulla propria voce con tutte le difficoltà che questo comporta: imparare ad ascoltarsi e riconoscere la propria voce su diversi suoni, gestire la respirazione. Utilizzare da subito il microfono potrebbe essere controproducente perché appunto, come già detto, oltre ad essere uno strumento che amplifica, e che quindi già influisce sulla percezione di quanto noi riusciamo a lavorare sulla gestione della potenza vocale e della dinamica, incide anche sulla percezione delle nostre qualità vocali, che è importante saper riconoscere prima di “aggiungere” un qualsiasi supporto.

Prendiamo come esempio i due microfoni più usati dai cantanti moderni: i modelli SM58 e Beta58. Il primo tende ad accentuare i suoni gravi, mentre il secondo tende a rendere la voce più brillante, supportando quindi i suoni acuti. Comprendiamo bene quindi che se un cantante non sa ancora di cosa ha bisogno la sua voce, come ad esempio avere supporto nei suoni gravi perché non riesco ancora a gestirli in piena autonomia, difficilmente sarà in grado di scegliere quale sarà il più adatto alle sue esecuzioni, anche sulla base del repertorio scelto.

Tra le conoscenze base che il cantante moderno deve avere per usare questo strumento c’è quella di comprendere che il microfono funziona come un’estensione di sé stessi. Imparare ad avvicinarlo e/o allontanarlo dalla bocca per gestire potenza e dinamica diventa imprescindibile se, ad esempio, ancora non ho un ottimo controllo delle sfumature nei passaggi dal piano al forte. Usare il microfono allontanandolo gradualmente dalla bocca infatti mi può aiutare a creare questo effetto se la mia tendenza è, in generale, di cantare troppo forte.

Se invece voglio ottenere un effetto alla “Billie Eilish”, dove il suono si fonde con le parole rendendole quasi confuse, dovrò imparare ad usare un tono di voce basso e letteralmente incollare la bocca al microfono.

Inutile dire che la sperimentazione è fondamentale con questo strumento, per conoscerne e sfruttarne tutte le potenzialità, non in ultimo in combinazione con gli effetti che si possono aggiungere attraverso il mixer o un eventuale controller vocale.

Prima però ricordate sempre che è fondamentale conoscere la propria voce “pulita”, “al naturale”. Solo così potremo comprenderne pregi e difetti e usare il microfono come utile supporto.

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