Le lezioni di canto costituiscono un percorso costruito sulle esigenze e sulle abilità dell’allievo. Non si tratta di un percorso standard, uguale per tutti, ma modulato sugli obiettivi che studente e insegnante individuano insieme, tenendo sempre conto delle caratteristiche vocali e delle condizioni di partenza. Obiettivi che ovviamente cambiano da persona a persona perché, ad esempio, c’è chi sente l’esigenza di raggiungere un’intonazione più precisa per poter scrivere e cantare i propri brani e chi invece desidera apprendere un bagaglio tecnico necessario per affrontare certi stili interpretativi.
Ci sono aspetti basilari che accomunano ogni percorso di studio e ci sono tecniche fondamentali per ogni cantante, ma sicuramente molti contenuti possono essere personalizzati e declinati in maniera diversa in base alle peculiarità personali.
In generale possiamo dire che durante le prime lezioni di canto di un principiante gli esercizi si concentrano su respirazione, intonazione, esplorazione dell’estensione vocale, ricerca e sperimentazione di un possibile repertorio di brani da studiare. Poi si cominciano ad affrontare argomenti come i registri o meccanismi, le diverse tecniche vocali, il potenziamento di appoggio e sostegno, le stilistiche e i generi… progredendo mano a mano verso esercizi di agilità, virtuosismi e argomenti sempre più specifici.
I primi minuti della lezione sono dedicati al riscaldamento, partendo da esercizi di respirazione e concentrazione (soprattutto per chi è all’inizio del corso) necessari per preparare la voce alla fase successiva ovvero l’allenamento. I vocalizzi sono esercizi per lavorare su tutta l’estensione vocale, per potenziare tecniche di emissione, per allenarsi sul passaggio da un registro all’altro, per migliorare la propria intonazione. L’allenamento serve per imparare a padroneggiare scale e arpeggi, per gestire velocità e dinamiche, per conoscere come creare i propri suoni, per scoprire come rendere la voce musicale ed espressiva.
Terminata questa fase ci si concentra sui brani, intervenendo sui focus tecnici, sulla qualità dell’emissione, analizzandone le dinamiche e l’andamento espressivo, valutandone l’interpretazione. I brani sono un po’ la cartina tornasole del bagaglio tecnico ed espressivo del cantante, infatti non è raro che, proprio nascoste nelle linee melodiche delle canzoni, si individuano gli esercizi fatti durante l’allenamento.
La lezione termina con un momento dedicato al defaticamento, ovvero un breve esercizio per scaricare la fatica vocale.
Ogni lezione è un’occasione preziosa per affrontare argomenti nuovi, curiosità, inserire nuovi spunti di studio: ad esempio è molto interessante dedicare momenti all’ascolto di artisti e generi nuovi, ma anche dedicarsi anche all’improvvisazione vocale. Le lezioni in genere durano un’ora e hanno cadenza settimanale, ma quando il cantante ha una buona padronanza tecnica è molto utile fare lezioni più lunghe, di due ore ad esempio, durante le quali il lavoro può essere più dettagliato e dare frutti preziosi. Si ha infatti il tempo necessario per gestire le diverse fasi della lezione, per confrontarsi maggiormente e sfruttare al meglio il riscaldamento vocale.
Dobbiamo ricordarci che cantare è una pratica che coinvolge molto la sfera emotiva, può influenzare il nostro stato d’animo, ci può rendere euforici e di buon umore, ma anche smuovere emozioni profonde e a volte farci piangere. Succede molto spesso che un allievo senta il bisogno di piangere, di liberarsi così da un peso, o di commuoversi. Questo è assolutamente normale ed è un momento che va vissuto con la giusta serenità senza paura di giudizi esterni. Le lezioni di canto sono frutto di una sinergia tra allievo e insegnante, non sono mai unilaterali. Le lezioni funzionano perché si fanno insieme.
