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Brano originale, cover o altre versione: consigli per una scelta personale.

Succede spesso di ascoltare una canzone, magari anche di innamorarsene e poi scoprire che si tratta di una cover.

La storia della musica è piena di rifacimenti o nuovi arrangiamenti di brani più o meno datati. Si possono trovare le classiche cover, ovvero nuove esecuzioni fedeli al brano originale da parte però di artisti differenti dall’autore, oppure interpretazioni fantasiose, adattamenti, nuove versioni, remix… Durante le lezioni di canto affrontiamo spessissimo questo tema e abbiamo annotato una serie di consigli utili per una scelta personale consapevole.

1. Brano originale e autore

Quando scopriamo che la canzone che vorremmo cantare è una rivisitazione di un altro brano è fondamentale conoscere la versione originale e l’autore, sia per arricchire la propria cultura musicale sia perché questi sono elementi imprescindibili per capire testo, arrangiamento, contesto storico. Ad esempio, sapere che Meraviglioso è una canzone di Domenico Modugno (riproposta successivamente dai Negramaro) è importante, perché il lessico e lo stile richiamano un tempo storico preciso. Saremo noi a decidere come reinterpretarla, anche in chiave più moderna, ma con consapevolezza.

2. Interprete della nuova versione

Può accadere invece di conoscere già il brano originale e scoprire che ci sono delle versioni interpretate da altri artisti.

Se vogliamo prenderle come riferimento, cominciamo ad analizzare le tonalità dei due brani per capire se ci sono differenze. La variazione di tonalità si verifica maggiormente quando autore e interprete (chiameremo così i due differenti vocalist per comodità esplicativa, perché a volte l’autore di un brano non è poi effettivamente il cantante…) appartengono a due sessi differenti. In questo caso bisogna verificare che la nostra estensione ci consenta l’una o l’altra esecuzione. Anche quando una donna vuole interpretare il brano di un uomo è bene fare una prima prova di esecuzione di tutta la melodia, delle note più gravi e in alcuni casi anche delle più acute! Anche la propria estensione fa da riferimento per la scelta e, se è necessario cambiare tonalità, possiamo cercare una versione femminile dello stesso brano per partire da lì.

3. Riarrangiamento

Anche questo caso si verifica molto spesso nella scelta di un brano, ovvero prediligere un arrangiamento diverso da quello originale: una differenza importante, che può collocare la nuova versione in un genere musicale totalmente differente. Si pensi a tutte le versioni acustiche o remix di canzoni, ai brani cult del genere rock interpretati solo da chitarra e voce, oppure da un coro, ai brani dei Metallica suonati dal gruppo di violoncellisti Apocalyptica… Altri esempi vedono collaborazioni tra autore e nuovo interprete, come Per un’ora d’amore con Antonella Ruggiero e i Subsonica, che creano così un nuovo mood del brano. 

Tantissime inoltre le canzoni di artisti stranieri tradotte in italiano, come ad esempio il brano Alta Marea di Antonello Venditti, interpretazione del brano Don’t dream it’s over dei Crowded House, oppure il brano Una città per cantare, versione italiana tradotta da Lucio Dalla e cantata da Ron di The Road dell’artista statunitense Danny O’ Keefe.

Un esempio inverso è quello che vede la cantante brasiliana Marisa Monte proporre una versione in portoghese del brano E poi che fa’ di Pino Daniele. Quando scegliamo di cantare brano è interessante allargare la ricerca ad altre interpretazioni, per ampliare il nostro vocabolario espressivo, prendere spunto dai più grandi che a loro volta si sono fatti ispirare da altri artisti. In questo Mina è maestra, con tutte le sue interpretazioni e cover meravigliose di brani non suoi (come Oggi sono io di Alex Britti), ma che a volte i nostri allievi conoscono grazie a lei… 

Ci sono moltissimi altri esempi che hanno storie interessanti e che vantano diversi adattamenti meritevoli. Quello che riteniamo importante è di cercare comunque sempre versioni che abbiano un senso artistico, “di valore musicale” se così possiamo dire, senza cadere in appiattimenti da sottofondo che poco hanno a che vedere con una “nuova visione” di un brano.

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