Archivio · Voce e tecnica

Costruire una scaletta

No, oggi non vi diamo suggerimenti da bricolage spicciolo se è questo che stavate pensando!

Si avvicina il momento dell’anno in cui i nostri allievi di canto si esibiranno davanti ad un pubblico, a conclusione del percorso che li ha visti impegnati in questi mesi. Quale migliore occasione per parlare di come si costruisce una scaletta da concerto, quella successione di brani che permette allo spettacolo di prendere vita?

Per ogni cantante è molto importante riflettere su questo momento, soprattutto se si è impegnati in un’esibizione che non permette l’alternanza con altri cantanti, condizione che consentirebbe alla propria voce di fare delle pause e riprendere fiato.

All’interno di un concerto, sia che si tratti di un’esibizione di mezz’ora, sia che si tratti di un evento più lungo, studiare come impostare la successione dei brani offre l’opportunità non solo di calibrare l’uso della voce, ma anche di tenere sveglia l’attenzione del pubblico e di valutare la propria padronanza del repertorio selezionato. Immaginate di proporre brani che prevedono un andamento musicale e dinamico simile. Oltre a rischiare di affaticare la voce restando in un range sempre uguale e utilizzando le stesse capacità tecniche, potremmo provocare la noia del pubblico che ci sta ascoltando.

Alternare brani differenti tra loro sia tecnicamente sia come velocità, dinamica e in generale generi musicali, consente di rendere varia la propria performance, permettendo alla voce di recuperare su brani lenti e meno impegnativi prima di spostarsi su brani che richiedono un maggiore impegno della propria estensione e della tecnica vocale.

Un esercizio utile per verificare se siamo in grado di sostenere con la dovuta padronanza la propria selezione di brani può essere quello di cantare di seguito tutti i brani studiati e presenti nel proprio repertorio durante una lezione con il proprio insegnante o durante l’allenamento a casa: la mia resistenza fisica ne risente in qualche punto? Ho inserito uno di seguito all’altro brani tecnicamente troppo impegnativi? Sento di riuscire a recuperare tra un brano e l’altro mantenendo quindi alta la qualità della mia performance? Porsi queste domande è un momento utile, poiché si ha modo di riflettere anche sul repertorio studiato: tendo a prediligere brani molto simili tra loro o riesco a variare tra i generi?

Provateci e sperimentate! Aspettiamo le vostre riflessioni!

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