Archivio · Voce e crescita personale

I 3 errori più comuni nella scelta del repertorio per un cantante ai suoi esordi

Nella scelta del repertorio da studiare si commettono spesso 3 errori che dovremmo invece evitare soprattutto se vogliamo progredire nello studio del canto, conoscere e approfondire generi diversi, scoprire le nostre abilità vocali senza limiti e pregiudizi. Vediamo quali sono questi errori.

1. Scegliere un brano pensando esclusivamente alla propria estensione vocale. 

Posto che la tonalità di un brano può essere sempre adeguata per assecondare la nostra estensione del momento, commettere questo errore ci può portare a non sperimentare mai un brano che potrebbe invece portare ad estendere la nostra estensione vocale, sia verso i suoni gravi sia verso quelli acuti. Questo errore, se commesso soprattutto all’inizio dello studio della propria voce, in una fase quindi ancora di conoscenza e scoperta delle proprie caratteristiche vocali, tutte ancora da potenziare, può creare un limite mentale, pensando come irraggiungibili, ad esempio, suoni acuti che non abbiamo ancora mai neanche provato ad eseguire.

2. Scegliere un brano basandosi esclusivamente sui propri generi di ascolto preferiti.

Nonostante sia essenziale assecondare i propri gusti musicali sia in fatto di ascolti che di esecuzione, limitare lo studio solo ad alcuni generi può precluderci non solo la scoperta di nuove strade da percorrere, ma anche l’esplorazione di elementi tecnici specifici. Chi può dire a priori su quali elementi tecnici e stilistici la propria voce si esprime al meglio? Come possiamo capire e sperimentare lo scat se non abbiamo mai provato a cantare un brano jazz? Come possiamo capire se la nostra voce è adatta di più al blues anziché al pop se non proviamo ad eseguire un brano che rientra in questi stili? Non abbiate quindi paura di osare!

3. Scegliere un brano pensando che la propria voce sia identica a quella di qualcun altro.

Non è sbagliato avere dei punti di riferimento, ma lo studio della propria voce ha come scopo finale scoprire la propria unicità. Nonostante ci possano essere delle affinità con i nostri idoli o con le voci che amiamo di più, potremmo restare delusi dal realizzare che non riusciamo a cantare esattamente come i nostri artisti preferiti. Niente di male in questo! La nostra voce potrebbe risultare al meglio con brani di un altro artista o genere, o magari con i proprii. Studiare e lavorare sulla propria voce potrebbe diventare il trampolino di lancio per esprimere se stessi e la propria arte. E magari il nostro artista preferito resterà esclusivamente tra gli ascolti delle nostre playlist…

Conoscere la propria voce ci permette di scoprire noi stessi e le nostre caratteristiche uniche, quindi non abbiate paura di curiosare negli angoli anche più nascosti della storia della musica vocale.

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