Ci capita spesso di affrontare questo argomento con i nostri allievi di canto, soprattutto all’inizio del loro percorso, quando ancora non hanno “documentazione” che abbia fissato nel tempo le loro performance.
Spesso, infatti, al primo ri-ascolto di un esercizio o addirittura di un loro messaggio vocale, arrivano a lezione preoccupati e con la lapidaria osservazione “la mia voce non è quella che io penso di avere!”.
Purtroppo è proprio così. La percezione della nostra voce cambia da dentro di noi rispetto alla persona esterna a noi per un semplice motivo: noi siamo la nostra stessa cassa di risonanza e ci ascoltiamo dall’interno del nostro strumento.
Una caratteristica di cui si possono avvalere solo gli esseri viventi, essendo gli altri strumenti oggetti azionati da un fattore esterno.
La percezione della nostra voce risulta quindi più grave e più corposa rispetto a ciò che si sente dall’esterno e non è infrequente quindi che il nostro TIMBRO possa sembrarci più squillante o meno profondo dell’idea che ci eravamo costruiti. Spesse volte quindi, come insegnanti, ci troviamo a dover insistere sul registrarsi durante l’allenamento a casa, proprio perché questo momento può essere vissuto con disagio nel riascoltare una voce che “non ci piace”.
Abbiamo però delle armi a nostro vantaggio che possono aiutarci a costruire la voce che desideriamo avere: innanzitutto essere clementi con se stessi. Certamente non potremo combattere contro madre natura che ha donato ad ognuno di noi la propria voce e proprio per questo UNICA.
Gli esercizi di allenamento, come quelli per l’ampliamento dell’estensione, sullo sviluppo della rotondità nella pronuncia delle vocali, sull’agilità e sugli stili potranno aiutarci a scoprire quale genere musicale può essere più affine al nostro timbro, al fine di tirare fuori il meglio dalla nostra voce.
Registrarsi si trasforma da un momento di disagio ad un momento di grande aiuto: solo ascoltando ciò che non mi piace della mia voce potrò lavorare sul modificare degli aspetti della pronuncia ad esempio, ammorbidire o inasprire l’esecuzione di alcuni suoni, ricercare un effetto sonoro particolare per un determinato stile. Conoscere la propria voce in tutti i suoi aspetti ci permette di lavorare su di essa a 360 gradi, per cercare di creare la versione migliore della nostra vocalità ed avvicinarci all’idea che ci siamo costruiti della nostra voce.
Questo lavoro potrebbe però svelare anche aspetti della nostra voce che ancora non conosciamo, dandoci la possibilità di esplorare delle sfumature del nostro timbro che non credevamo nemmeno di avere.
Solo lavorando sui noi stessi potremo superare l’idea di non avere una “bella” voce. Ogni voce è unica e irripetibile, ogni timbro ha caratteristiche che lo rendono speciale, sta solo a noi lavorarci su per scoprirlo.
