Archivio · Voce e benessere

Conosci le corde vocali?

Il nostro corpo è il nostro strumento e la voce è uno strumento molto personale, come abbiamo più volte approfondito in questo blog. Ancora una volta torniamo a riflettere su quanto sia fisica la nostra voce, sulla sua presenza nello spazio e nel tempo, tangibile e profondamente concreta. La voce non è qualcosa di etereo e misterioso, non è un evento distaccato da noi e dallo spazio. La voce non è invisibile. La vediamo nelle nostre espressioni facciali quando siamo arrabbiati e graffia le parole mentre apriamo la bocca per urlare, la vediamo nelle nostre lacrime quando è bagnata e trema. La voce si propaga nello spazio perché è vibrazione che attraversa distanze e oggetti, crea vicinanze, si espande intorno e ci presenta agli altri. La voce è l’aria che entra dentro noi quando respiriamo e che noi trasformiamo in suoni che diventano ricordi, affetti, sorrisi, cose importanti. Sono i suoni che rispecchiano i nostri pensieri, le nostre emozioni, la nostra età e tanti altri sottili dettagli su chi siamo. Tutto molto poetico e contemporaneamente scontato. 

Quando facciamo lezione una delle prime domande che facciamo agli allievi è chiedere se sanno come sono fatte le corde vocali. La risposta è quasi sempre no, a meno che l’allievo non sia un medico o un ragazzo che ha studiato a scuola il corpo umano (e comunque più frequente che sia un medico piuttosto che un ragazzo che abbia studiato le corde vocali a scuola…). Quasi tutti si immaginano le corde vocali come dei fili – delle corde appunto – che, posizionate verticalmente, producono dei suoni, un po’ come le corde di un contrabbasso. Numero delle corde variabile, alcuni hanno ipotizzato 7, come le note (non entriamo nel merito qui…).

Tutto il romanticismo di prima decade in pochi secondi quando mostriamo loro il video di una laringoscopia che svela l’anatomico lato della vocalità. Le corde vocali sono due piccoli segmenti elastici, inseriti all’interno della laringe, posizionate orizzontalmente, (all’altezza del famoso pomo d’Adamo), unite tra di loro nella parte anteriore, separate in quella posteriore. Sono collegate a cartilagini e muscoli che ne permettono l’avvicinamento e quindi la chiusura, l’apertura, l’allungamento e l’accorciamento. Quando le corde vocali sono aperte, non producono suono, mentre quando si chiudono allora abbiamo una fonazione. Chiudendosi, le corde vocali, trasformano l’aria che risale dai polmoni in suono, il quale a sua volta risalendo verso la bocca si trasforma nella nostra voce. È un meccanismo ben più complesso di come descritto ora, che si arricchisce di molte variabili, modificando la voce  con sfumature ed effetti molteplici. Oltre alle due corde vocali cosiddette “vere” esistono anche due corde vocali false, che non sono responsabili della produzione della nostra voce perché hanno una natura non elastica e non possono vibrare come le altre due. Hanno funzioni differenti, come quella di proteggere le pliche vere in caso di atteggiamento pericoloso (un uso estremo e scorretto della voce, o una reazione violenta dovuta ad una causa esterna come la paura ecc…). A volte le corde vocali false entrano in funzione durante il canto dando un effetto graffiato alla voce, spesso involontario.

Quello che è importante è sapere che le nostre corde vocali sono molto piccole e delicate, ma svolgono una funzione importantissima e anche faticosa: sono la nostra dimensione espressiva nel mondo. Le usiamo per comunicare con gli altri a casa, al telefono, le usiamo al lavoro, per fare bella figura, per cantare, per recitare, per ridere e piangere…

Avere cura della propria voce è aver cura di noi stessi, ricordiamoci che la voce fa parte della nostra salute e della nostra bellezza.

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