Immaginate di dover disegnare un momento di vita quotidiana, con ambienti, persone, atmosfere, dando quindi risalto ai dettagli e ai colori che trasmetteranno il sentimento che si cela dietro a quelle linee…
E di farlo ad occhi chiusi.
Difficile vero?
Quando pensiamo di intraprendere il nostro percorso nel canto tendiamo a concentrarci sull’individuare subito i brani che vorremmo cantare, sull’ottenere delle sfumature sonore che ci piacciano, sul raggiungere velocemente un’estensione che ci permetta di eseguire i brani che abbiamo sempre ritenuto per noi troppo difficili. Quasi mai riflettiamo sul fatto che tutto questo può avvenire solo se approfondiamo la conoscenza di ciò che avviene non solo dentro di noi ma anche sul nostro volto.
Lo specchio è uno degli strumenti fondamentali nel canto, che non dovrebbe mai abbandonare le nostre sessioni di allenamento. È con lo specchio che scopriamo le nostre espressioni, che riusciamo ad associarle ad un preciso movimento dei nostri muscoli, permettendo così a noi stessi di riflettere anche su come ottenere determinate sfumature nell’esecuzione e nell’interpretazione del repertorio.
È facile sorprendersi, mentre ci si guarda, di alcuni movimenti che ci appartengono…
Spesso, quando usiamo lo specchio per la prima volta con l’obiettivo di studiarsi, ci accorgiamo di quanto poco apriamo la bocca pur essendo convinti di farlo. Tante volte chiediamo ai nostri allievi di sorridere, sollevare gli zigomi, ampliare l’apertura per una buona riuscita del suono. Pur convinti di farlo, si accorgono di non accennare affatto a questi movimenti fino a che non si posizionano davanti allo specchio!
Diventa quindi indispensabile il suo uso, soprattutto agli inizi, anche per permettere ai muscoli del nostro volto di memorizzare i movimenti di cui abbiamo bisogno.
Come posso, infatti, dipingere senza vedere come si muovono le mie mani sulla tela? Come posso realizzare dei suoni che esprimano un determinato significato senza guardare il mio viso? Immaginate di dover comunicare un testo aggressivo con un volto che invece esprime serenità: la comunicazione risulterà falsata oltre ad avere un riflesso anche sul timbro vocale che andremmo ad assumere.
Ciò che realizziamo con il nostro viso, infatti, espressioni, movimenti consapevoli e inconsapevoli dei nostri muscoli facciali, determina anche il risultato sonoro, in termini di qualità della nostra voce, qualità che viene percepita da chi ci ascolta.
Non lasciamo quindi al caso la nostra comunicazione! Osservare i mutamenti del nostro volto mentre cantiamo ci aiuterà a creare un’espressività consapevole oltre ad un maggiore controllo della nostra voce.
