
Noi cantanti abbiamo una particolarità che ci differenzia molto dagli altri musicisti e che ci indirizza verso una strada completamente diversa da qualsiasi strumentista.
Innanzitutto il nostro strumento è nel nostro corpo, la laringe è posizionata dentro di noi e il vocal tract ha dimensioni e caratteristiche che cambiano da un individuo all’altro rendendo la voce un aspetto unico della persona. Quindi è chiaro che nessuno di noi può “scegliere che voce avere”, mentre un chitarrista può invece decidere che chitarra suonare o addirittura cambiare chitarra in base al genere musicale. Noi non abbiamo a disposizione un “negozio di voci” e nemmeno marchi commerciali o liutai che ci confezionano il nostro strumento secondo il nostro gusto. Il nostro è un percorso molto diverso, abbiamo un organo che ci consente di comunicare emozioni, pensieri e stati d’animo al mondo, ma dobbiamo conoscerlo attraverso il nostro corpo e la nostra mente. Un lavoro molto “interno” che ci porta ad apprezzare mano a mano la nostra identità vocale.
Ma non è tutto: noi siamo voce. Quando ci emozioniamo o dopo che abbiamo pianto è facile che la nostra voce appaia diversa, cambiata da quello stato d’animo e che chi ci ascolta se ne accorga, anche se magari vorremmo celarlo. Anche quando siamo raffreddati o non in ottima salute la voce ne risente e ne mostra i segnali. La voce non la mettiamo nella custodia aspettando di guarire dall’influenza, vive ogni attimo della nostra vita con noi, anche quando siamo in collera e urliamo…
Cambia crescendo, cambia invecchiando.
Ma c’è ancora un altro aspetto che si rivela sul palcoscenico. Quando ci esibiamo non abbiamo uno strumento esterno che ci fa “da barriera”, una specie di intermediario tra noi e il pubblico, un davanzale al quale appoggiarsi, affacciarsi. Siamo noi con tutto il nostro corpo completamente esposti all’altro. Mentre uno strumentista spesso guarda il proprio strumento quando suona, il cantante non ha nulla di esterno da gestire e guardare, il suo sguardo è “obbligato” a rivolgersi al pubblico. Ecco perché per il cantante il momento dell’esibizione è un traguardo al quale si arriva spesso con ansia da prestazione, tanto da portarci spesso a non voler affrontare quel momento e a cantare per noi solo sotto la doccia…
Tutto ciò ci porta a considerare la voce come uno strumento particolare, da conoscere e studiare nei suoi aspetti con la stessa attenzione e professionalità che si dedica agli altri strumenti musicali.
Iniziamo quindi insieme un percorso che possa finalmente farci uscire dal nostro guscio… e sì, anche dalla doccia!
